sabato 22 febbraio 2014

Nuovo ponte sul Piave tra Covolo e Vidor - 18 febbraio 2014

   Costi di costruzione, di manutenzione, sicurezza, paesaggio, beni storici, beni ambientali, tracciato stradale, ecc. Molte sono le componenti che influenzano il cammino di un’importante opera pubblica per giungere alla sua realizzazione.
   Nel caso del programmato nuovo ponte sul Piave tra Covolo e Vidor, il tracciato cosiddetto "della Ghiaia", quello che da Cornuda scende a Crocetta per risalire poi a Vidor per girare quindi verso Moriago, sembra trascurare parecchi degli aspetti citati.
   Penso che le difficoltà che l’iter di progettazione sta incontrando siano dovute in parte anche alla loro sottovalutazione. È sotto gli occhi di tutti, soprattutto in questi giorni, ciò che può fare l’acqua quando le precipitazioni escono dalla normalità per trasformarsi in evento "eccezionale", non è quindi il caso di prevedere una qualsiasi riduzione della larghezza libera dell’alveo del fiume, costruendo al suo interno un tratto di strada sopraelevata lungo circa 1500 metri, come prevede il tracciato "della Ghiaia".
   Si sa che il percorso dell’acqua nell’alveo del Piave è imprevedibile ed è necessario quindi lasciare che esso si possa modificare in modo naturale. Ogni forzatura potrebbe portare, come minimo, a danni pesanti alle opere. La nuova strada sopraelevata in alveo, inoltre, produrrebbe un forte impatto ambientale nei confronti sia del paesaggio che della necessità di rispetto di Villa Paccagnella - Larcher.
   Prevedere, inoltre, una lunghezza del ponte di soli 500 metri, atti a superare il tratto dell’attuale corso dell’acqua, ne impone un’altezza paragonabile almeno a quella del vecchio ponte posto poco più a monte. Il risultato è un forte impatto ambientale sia paesaggistico sia nei confronti della vicina Abbazia di Santa Bona. Il tracciato stradale, poi, non potrebbe essere più corto di 3800 metri, di nuove opere da realizzare, per collegare la rotatoria di Cornuda a Bosco di Vidor, passando per Crocetta. 
   I costi di costruzione e manutenzione, quindi, sarebbero di conseguenza elevati. Ma elevata sarebbe anche la distanza che i veicoli devono quotidianamente percorrere per attraversare il Piave lungo il tracciato descritto. Parimenti scomoda è la distanza necessaria a collegare Valdobbiadene con la sinistra Piave evitando di transitare per Vidor, dovendo scendere fino a Crocetta per imboccare il Ponte. Il rischio è che il traffico da e per Valdobbiadene preferisca passare ancora per il centro di Vidor. Un rischio simile è quello di veder transitare i veicoli per il centro di Crocetta per il traffico proveniente da Montebelluna, in quanto il percorso per la Provinciale n. 2 fino a nord di Crocetta, sarebbe più corto, e quindi più comodo, rispetto a quello che utilizza la Feltrina. In sostanza il tracciato cosiddetto "della Ghiaia" presenta, a mio avviso, numerosi punti deboli, soprattutto se raffrontato ad un percorso alternativo, quello detto "delle Barche". Quest’ultimo, infatti, non prevede opere in alveo se non le sole pile di sostegno del ponte, la lunghezza del ponte, inoltre, di 900 metri permette di tenerlo abbassato, avendo, comunque, un’altezza utile sia per garantire un sufficiente volume di portata d’acqua, sia per sottopassare via Erizzo. Si riduce così, l’impatto ambientale e paesaggistico, ed anche quello nei confronti dell’Abbazia di Santa Bona a Vidor (questo complesso monastico benedettino risale al 1107 quando Giovanni da Vidor, di ritorno dalla I Crociata, portò dalla Terra Santa le reliquie di Santa Bona e ne fece dono, assieme ad alcuni nobili locali, ai frati benedettini di Pomposa. Divenne nel tempo un importante luogo di culto e di pellegrinaggio, ma anche un centro culturale ed economico, grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di un "passo barche" per attraversare il Piave). 
   La lunghezza delle nuove opere necessarie a collegare le due sponde, da Covolo a Bosco di Vidor, è di soli 2500 metri, con evidenti minori costi di costruzione e manutenzione. Il collegamento con Valdobbiadene, inoltre, risulta più favorevole. Come quello con Montebelluna attraverso la Feltrina. Per ultimo, ma non meno importante, la lunghezza del collegamento tra Destra e Sinistra Piave, sarebbe più breve di 400 metri rispetto a tracciato "della Ghiaia", e quando si tratta di veder transitare 20 mila veicoli al giorno, la cosa non è certo secondaria. 
   In conclusione ritengo che il tracciato "della Ghiaia" debba essere rivisto alla luce delle considerazioni esposte, altrimenti l’iter di progettazione potrebbe rivelarsi molto tortuoso. Non sarebbe male, inoltre, che del progetto si occupassero anche i componenti dell’IPA (Intesa Programmatica d’Area) Montello - Piave - Sile, dato l’importante interesse dell’opera sia per il traffico, ma anche per le attività produttive, il turismo, la qualità del paesaggio, la storia e le tipicità locali dell’area di competenza dell’IPA.
Giorgio Bedin
PLANIMETRIA CON I DUE TRACCIATI, VERDE “DELLE BARCHE” E ARANCIO “DELLA GHIAIA”, A CONFRONTO
UNA POSSIBILE SOLUZIONE PROGETTUALE DEL PONTE LUNGO IL TRACCIATO “DELLE BARCHE”
UNA POSSIBILE SOLUZIONE PROGETTUALE DEL PONTE LUNGO IL TRACCIATO “DELLE BARCHE”

lunedì 27 gennaio 2014

CENTRO STUDI MEDI SUPERIORI - FERMATA DEI PULLMAN IN AREA SANSOVINO A MONTEBLLUNA - 26 gennaio 2014

   Prendiamo atto con soddisfazione di quanto è apparso più volte sulla stampa, relativamente al punto di prelievo degli studenti. E’ previsto che i pullman sosteranno nell’area Sansovino e non, come precedentemente progettato dall’amministrazione comunale, sulla vicina area Malipiero, per
salvaguardare la quale abbiamo raccolto oltre 270 firme!
   L’accesso all’area di prelievo però, viene prevista dalla rotatoria Malipiero, costruendo una strada di accesso al nuovo ponte sul Brentella da sud e quindi il collegamento all’area Sansovino verso nord.
   Francamente non si capisce la necessità di allungare la strada per l’accesso all’area Sansovino provenendo da sud, il maggior percorso diventerà obbligato anche per le oltre 200 auto che quotidianamente utilizzano il parcheggio Sansovino entrando, ora, da via Sansovino. Con modalità più semplici, sicure e funzionali, è possibile invece accedervi direttamente da via Sansovino.
   Provenendo dalla rotatoria Bertolini, si riduce in questo modo di oltre 400 metri il percorso e si risparmia la costruzione di oltre 240 metri di nuova strada. Riteniamo, come più volte suggerito, che sia migliore l’ingresso da via Sansovino sistemando adeguatamente l’incrocio in corrispondenza di Via Palladio, con ingresso obbligato da ovest e uscita obbligata verso est.
   Meglio se l’ingresso avviene tramite una nuova rotatoria da collocare in testa a via Palladio. Ciò consentirebbe di accedere all’area Sansovino e uscirne da e per tutte le direzioni e ridurrebbe drasticamente la lunghezza i percorsi di collegamento all’area per tutti i veicoli.
   Innegabile sarebbe, con queste soluzioni, il risparmio in termini di minori opere da eseguire, di minor inquinamento, di minor pericolo di formazione di code e minor tempo di percorrenza, nonché di risparmio di carburante!
   La nuova strada che vuole costruire l’amministrazione comunale, inoltre, entra nel cuore del quartiere Bertolini e tagliando l’area verde Malipiero crea un nuovo passante stradale che interseca o interferisce con tre percorsi ciclopedonali molto frequentati, costituendo un pericolo anche per gli studenti stessi!

TRACCIATO AZZURRO = SOLUZIONE CON RITORNO DALLA ROTATORIA BERTOLINI


SOLUZIONE CON ROTATORIA IN CORRISPONDENZA DI VIA PALLADIO
                 
Immagini e testo di Giorgio Bedin
 
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mercoledì 25 dicembre 2013

CODE, STRADA PEDONALIZZATA E RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO A MONTEBELLUNA - 23 dicembre 2013

CODE
   I pedoni cominciano a riappropriarsi della città. In particolare con l’avvicinarsi delle feste di fine anno. Di conseguenza si aggravano i disagi per il traffico veicolare.
   Code si formano nelle vie Serena/Dalmazia/Montello/Garibaldi e Pastro per un totale di quasi un  chilometro. Altra coda, in via Santa Caterina per altri 700 metri. In via Galilei per altri 500 metri, in via XXX Aprile/Bertolini/Dei Martini per altri 600 metri, in via Roma in doppia corsia per complessivi 400 metri. In totale fanno 3200 metri.
   Lunghezza destinata ad aumentare con la collocazione di ulteriori semafori per gli attraversamenti pedonali. Si tratta, inoltre, di code quasi contemporanee che si formano sia in conseguenza degli attraversamenti pedonali semaforizzati e non, sia a causa dei veicoli che si immettono nelle vie citate. Ma sono anche code di veicoli che si muovono a bassissima velocità, nelle quali le auto sono impossibilitate a spegnere il motore, come invece lo possono fare ad un semaforo. Di conseguenza, lungo i tratti descritti, oltre agli insopportabili rallentamenti, l’aria diventa irrespirabile.
   Lungo la direttrice di corso Mazzini nel tratto ospedale/passaggio a livello, le code al   massimo raggiungevano i 1350 metri, che nei due sensi fanno, quindi, 2800 metri!

STRADA PEDONALIZZATA
   Scartati quelli contenenti volgarità, i bigliettini appesi all’albero di Natale, rappresentavano un alito di vita e di socialità, entro una zona che continua ad apparire senz’anima, a carattere provvisorio, ingiustificata, ed alla fine dannosa.
   Non si tratta di pedonalizzazione di una piazza esistente o di un strada secondaria, ma della chiusura, con deviazione su strade secondarie, di tutto il traffico di un corso principale di una città, impostata, riconoscibile e orientata su una strada statale denominata Schiavonesca Marosticana, la numero 248. Una chiusura che appare sempre più una forzatura, imposta con motivazioni banali e insostenibili. Le conseguenze sulla mobilità sono quelle di aver prodotto un grande disorientamento nelle abitudini dei cittadini rispetto alla leggibilità ed alla vivibilità della città stessa.
   Con l’eliminazione dei messaggi sotto l’albero si è voluto tappare la bocca alla città con un’ulteriore  forzatura, volta a spacciare come un bene per la città una decisione che appare, invece, sempre di più come scellerata.

RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO
   Scartata la concorrenza di una nuova piazza, auspicando la riqualificazione e la riapertura al traffico come ZTL di corso Mazzini. Rimane la ricerca di azioni per rivitalizzare il vero centro pedonalizzato o pedonalizzabile della città, rappresentato dalla somma di piazza Marconi e Negrelli, nella vasta area che va dalla loggia all’ex tribunale. Grande, simmetrica, ben disposta e orientata, questa grande, rara e preziosa area può ben assumere il carattere di centro cittadino.
(La loggia dei Grani con piazza Marconi e Negrelli)
Valorizzando i collegamenti pedonali loggia‐biblioteca e parco Manin‐via Silvio Pellico, razionalizzando i  parcheggi e riqualificando la pavimentazione delle strade perimetrali e di piazza Marconi, si può riportare più vita nell’intera area.
   Il primo passo potrebbe essere anche quello di collocare i giochi dei bambini sotto gli alberi di piazza Negrelli. Evitando, quindi, di lasciarli confinati solo nel parco Manin.


Testo e foto di Giorgio Bedin
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sabato 23 novembre 2013

Riqualificazione di corso Mazzini e mobilità a Montebelluna

   Gli studi di riqualificazione urbana e del miglioramento della mobilità del centro di Montebelluna, elaborati da "Ecologia e Progresso" nel 2010, sono stati presentati al pubblico nella conferenza del 29.11.2011. Essi sono stati adottati anche dalle minoranze presenti in consiglio comunale e ripresentati quindi al pubblico in data 2.12.2012 e in data 14.11.2013. Come sintesi di questi studi, allego una planimetria descrittiva che si riferisce al solo tratto centrale di corso Mazzini.
   Come esposto e ribadito nelle tre conferenze citate, la riqualificazione si regge sull’eliminazione dei due semafori e sulla realizzazione di tre rotatorie a raso collocate lungo corso Mazzini: una all’incrocio con viale Bertolini, una seconda all’incrocio con via Silvio Pellico e la terza all’incrocio con via Roma. Collocata all’incrocio tra via Dalmazia e via Pastro, una quarta rotatoria facilita i collegamenti stradali e l’accesso a piazza Tommaseo. Nell’ipotesi presentata, il tratto centrale di corso Mazzini conserva la transitabilità delle  auto ma a velocità ridotta di 20 km/h e seguendo una traiettoria in leggera curva e controcurva. In esso trovano posto i parcheggi delle auto e le fermate dei pullman. Vengono, inoltre, ricavati percorsi continui, sia pedonali che ciclabili e le aree di collegamento vengono riqualificate.
   La parte di corso Mazzini tra il municipio e la Loggia dei Grani, viene ripavimentata con eliminazione delle barriere architettoniche e per creare un collegamento funzionale e visivo tra le parti pedonalizzate poste a nord e a sud di corso Mazzini. Le strade principali di collegamento con il centro, possono continuare ad essere percorse nei due sensi di marcia. Non esiste quindi la sola proposta presentata dall’amministrazione comunale e attualmente in fase di perimentazione in questi giorni, per migliorare le condizioni del traffico e l’immagine urbana del centro di Montebelluna. Appare, inoltre, evidente, come gli interventi da noi proposti siano realizzabili singolarmente, possano essere programmati secondo le disponibilità economiche dell’amministrazione comunale e siano facilmente recepibili dai cittadini senza creare disorientamento e difficoltà di circolazione.

Testo e planimetria di Giorgio Bedin
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“LA CRISI INFINITA” SECONDO L’ECONOMISTA EUGENIO BENETAZZO - 22 novembre 2013

  (Apre i lavori Silvia Da Riva del gruppo "Evoca")


   E’ andato in scena ieri sera a Vidor, presso il centro polifunzionale, un nuovo show finanziario condotto  dall’economista Eugenio Benetazzo. 
   L’operatore di borsa indipendente era già stato ospite nello scorso mese di gennaio, raccogliendo un boom di presenze come ieri sera. Si parla di circa 400 persone. 
   Gli ha fatto da spalla anche questa volta il generale Eduardo Sivori.
   L’incontro, aperto a tutti, è stato organizzato dal gruppo culturale “Evoca”in collaborazione con la Pro Loco “La Vidorese” e la Banca della Marca.
(Da sinistra a destra Eugenio Benetazzo ed Eduardo Sivori)
   Benetazzo, che è laureato in economia aziendale presso l’università degli studi di Modena e Reggio Emilia, è molto conosciuto negli ambienti finanziari. E’ autore di libri e saggi e ha tenuto numerose conferenze in Italia e all’estero. Le sue opinioni appaio spesso sulla stampa di settore. C’è chi lo definisce come lo Steve Jobs dei mercati finanziari, altri il Beppe Grillo dell’economia per il taglio dei suoi interventi a ruota libera, spesso spregiudicati e provocatori con cui approfondisce l’attuale scenario macroeconomico. Personaggio cult nelle emittenti indipendenti, nel 2006, ha anticipato con un saggio economico, divenuto poi un bestseller, la crisi economica scoppiata nel 2008/2009.
   Tema, questa volta, della serata: "La crisi infinita", una situazione iniziata tre anni fa con la crisi del debito sovrano e ora divenuta inarrestabile, senza una via d'uscita, nonostante il Governo provi a lanciare qualche messaggio di distensione.
(La platea)
   Dopo aver fatto una disquisizione sullo stato attuale del dissesto economico, l'operatore di borsa ha messo in chiaro quali potrebbero essere gli sviluppi futuri della situazione, che rischia di avere dei contorni ancora più drammatici. Molto dipenderà dai nuovi equilibri politici che in futuro si potranno delineare in Europa. In questo scacchiere un ruolo importante potrà essere giocato dal nazionalismo francese.
   Benetazzo durante le sue indagini conoscitive ha ricevuto anche molti applausi ma le sue parole, che hanno dominato la scena, sono state scandite sempre con un pizzico di pessimismo.
(Eugenio Benetazzo)
   Secondo l'economista stiamo affrontando un mutamento epocale senza precedenti con possibili ricadute finanziarie incontrollabili. Ormai stiamo per arrivare ad un punto di non ritorno.“Nel 2015 - ha sostenuto Benetazzo - dovrebbe essere definitivamente predisposto il meccanismo di bail-in, cioè basta aiuti da Stato ed Europa alle banche in difficoltà, queste ultime dovranno arrangiarsi, individuando le risorse per il risanamento tra azionisti, obbligazionisti e, se non basta, anche tra i correntisti. Si tratta di aspettare ancora 18 mesi poi il destino di contribuenti, pensionati e risparmiatori italiani sarà presto delineato perché non ci saranno mezze misure".
(Un momento dell'incontro)

   Euro , Euro no - Europa sì, Europa no? Un dilemma quasi dal sapore amletico che l'operatore di borsa si è sforzato di chiarire ma non ha trovato le parole chiave per sciogliere ogni dubbio: "Ci sono pro e contro. Europa sì, ma con sostanziali correttivi".
   Pensioni d'oro. Per Benetazzo sono quelle che vengono percepite da coloro che non hanno mai versato i relativi contributi.
   L'economista, ormai di casa a Vidor ove ha trovato diversi fans, si è impegnato a tornare tra circa un anno.

Testo e foto  di
Giampietro Comarella


 

mercoledì 20 novembre 2013

Sottopassi ferroviari a Montebelluna

   Ritorna l’attenzione sulle grandi opere pubbliche, ed è di questi giorni l’annuncio del sindaco sulla prosecuzione dello studio del sottopasso ferroviario. 
   Da quanto comunicato, non ce lo dobbiamo più aspettare collocato sull’asse corso Mazzini - via Piave, ma pericolosamente sagomato lungo la curva corso Mazzini - piazza IV Novembre - viale della stazione - distributore Agip - via Piave e ritorno. Ovviamente, il passaggio a livello attuale verrà chiuso e tutto il traffico veicolare, ciclabile e pedonale, transiterà sotto il suddetto tunnel. 
   Anche questa è una scelta che prescinde, ma non dovrebbe, da un più ampio Piano Urbano del Traffico, come impone il Codice della Strada. 
   Non sono state esaminate, infatti, valide alternative come il miglioramento della deviazione per Bocca Cavalla, il posizionamento del sottopasso più a sud lungo la direttrice via Galilei - via Zecchinel o ancora più a sud come collegamento tra via Feratine e via Gazie. 
   Passa invece sotto silenzio un secondo sottopasso della ferrovia già in programma con l’arrivo della Pedemontana. 
   E’ collocato a sud della zona industriale lungo la nuova, e da noi proposta, traiettoria della circonvallazione, nel tratto di collegamento tra la Feltrina e via Villette. 
   Riteniamo che, in alternativa al sottopasso della stazione, sia molto utile invece, impiegare i soldi nel prolungamento del tratto est della circonvallazione fino a via Trevignano e nella costruzione contemporanea del sottopasso della ferrovia lungo la medesima via. Questo permette di far entrare parte del traffico a Montebelluna da sud invece che da est e libererebbe, contemporaneamente, il quartiere di San Gaetano dal secolare isolamento dovuto alla presenza dei passaggi a livello mai eliminati. 
   Nel frattempo sarebbe bene che, almeno, venissero ridotti i tempi di chiusura dei passaggi a livello. Dove i tempi di attesa e le code infinite, stanno diventando insopportabili!


Testo di Giorgio Bedin
Ecologia2010@live.it
Montebelluna  0423.24593 - 348.2306616

 

mercoledì 13 novembre 2013

Salva l’area verde Malipiero nel quartiere Bertolini a Montebelluna!


   Dopo due anni e mezzo di impegno con la raccolta di firme e l’invio di proposte alternative, l’azione di "Ecologia e Progresso" ha indotto l’amministrazione comunale a spostare la futura fermata delle corriere dall’area verde Malipiero alla vicina area del parcheggio Sansovino. L’obiettivo, al quale ha concorso anche il comitato civico del quartiere Bertolini, però, è stato raggiunto solo a metà, in quanto l’amministrazione comunale prevede ancora di accedere all’area Sansovino dalla rotatoria di via San Gaetano, transitando, appunto, per l’area verde Malipiero e per il nuovo ponte sul Brentella, costruito tempestivamente, oltre un anno e mezzo fa.
   Riteniamo sia più logico, economico e funzionale accedere all’area parcheggio, direttamente da via Sansovino.
   Con la realizzazione di una rotatoria in corrispondenza di via Palladio, infatti, verrebbero risolte varie esigenze: di un accesso e un’uscita di qualità dall’area, di regolazione della velocità dei veicoli su via
Sansovino e di sistemazione dell’incrocio con via Palladio, portando sulla rotatoria anche l’uscita dalla Caserma dei Carabinieri. Con ciò, risparmiando il costo di costruzione della strada di penetrazione da sud e riducendo anche la lunghezza di accesso all’area di oltre 500 metri.
   Su questo aspetto continueremo il confronto con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di giungere alla completa salvaguardia dell’area verde Malipiero!

Testo e foto di Giorgio Bedin
Ecologia2010@live.it   -  Montebelluna 0423.24593 - 348.2306616

 (Vista da est dell’area verde Malipiero nel quartiere 
Bertolini, con a destra, in rosso, le transenne
del nuovo ponte sul Brentella)